Lo spandiconcime è uno di quegli attrezzi che si usa intensamente per qualche settimana, poi sparisce in un angolo del magazzino fino alla stagione successiva. Il problema è che quel periodo di inattività, se non gestito bene, può trasformare uno strumento perfettamente funzionante in un pezzo di ferro arrugginito con i meccanismi bloccati. La causa quasi sempre è la stessa: residui di concime lasciati all’interno che, a contatto con l’umidità autunnale e invernale, si solidificano e ostruiscono i fori di uscita.
Pulizia dello spandiconcime dopo l’ultimo utilizzo stagionale
Appena finisce la stagione di distribuzione, il primo passaggio è svuotare completamente il serbatoio. Anche un piccolo residuo di granuli è sufficiente a creare problemi: i fertilizzanti contengono sali igroscopici che assorbono l’umidità dall’aria e si compattano rapidamente. Una volta che il concime si è indurito all’interno dei meccanismi di dosaggio, rimuoverlo diventa un lavoro lungo e a volte inutile se i componenti si sono già danneggiati.
Dopo lo svuotamento, lavare l’interno del serbatoio con acqua pulita e lasciarlo asciugare completamente prima di chiuderlo. Attenzione a non trascurare le aperture di dosaggio e i dischi di distribuzione: sono le zone dove i residui tendono ad accumularsi di più e dove un blocco crea problemi seri al momento del riutilizzo. Un pennello rigido o un getto d’aria compressa aiutano a raggiungere gli angoli più difficili.
Lubrificazione e conservazione corretta durante l’inverno
Una volta pulito e asciutto, le parti mobili dello spandiconcime vanno lubrificate con uno spray antiruggine o con olio specifico per attrezzi agricoli. Le viti di regolazione, i perni del disco rotante e le cerniere del meccanismo di apertura sono i punti più vulnerabili alla corrosione. Trascurare questo passaggio significa ritrovarsi a primavera con componenti bloccati che non rispondono più alla taratura.
Per la conservazione, il luogo ideale è un ambiente asciutto e riparato, lontano da sbalzi termici eccessivi. Un magazzino umido annulla completamente il lavoro fatto in fase di pulizia. Se possibile, coprire lo spandiconcime con un telo traspirante — non con plastica impermeabile, che trattiene l’umidità e accelera la formazione di ruggine.
Come verificare la taratura dello spandiconcime prima della semina
Arrivata la primavera, prima di caricare il concime vero, conviene fare sempre una prova con materiale inerte: sabbia fine o sale grosso sono perfetti per testare la distribuzione senza sprecare prodotto. Questo passaggio permette di verificare che i fori di uscita siano liberi e che la portata sia uniforme su tutta la larghezza di lavoro.
I controlli da fare prima del primo utilizzo stagionale sono pochi ma essenziali:
- Verificare che il disco rotante giri liberamente senza attrito
- Controllare la taratura dei fori rispetto alle indicazioni del produttore del concime
- Osservare la distribuzione del materiale di prova su una superficie piana
- Stringere eventuali viti allentate dopo mesi di inattività
Un dettaglio che molti trascurano è la calibrazione in funzione del tipo di concime: granulometria e densità cambiano da prodotto a prodotto, e una taratura corretta per un fertilizzante non è detto che vada bene per un altro. Leggere le istruzioni del costruttore abbinate a quelle del prodotto che si vuole distribuire evita errori di dosaggio che si ripercuotono sulla qualità della coltura. Pochi minuti di verifica prima di iniziare valgono molto più di una stagione compromessa da una distribuzione irregolare.
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